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Tipologia Evento:

webinar​

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Data:

26 marzo 2026

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Orario:

19:00

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Location:

online

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Ingresso:​​

riservato ai soci

Si fa presto a dire cabaret

Che cos’è davvero il cabaret? È un genere comico? Una forma di teatro? Un’evoluzione del varietà? Oppure una postura culturale, un modo di stare sulla scena e nel mondo?

A queste domande risponde il nuovo webinar dell’Osservatorio Feldman con Flavio Oreglio, che propone un’analisi storico-critica del concetto di cabaret a partire dal suo volume *L’Arte ribelle – Storia del cabaret da Parigi a Milano* e dai documenti dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano.

L’incontro non si limita a ricostruire una genealogia artistica: mette in discussione alcune convinzioni radicate da decenni, offrendo strumenti per distinguere ciò che è cabaret da ciò che semplicemente viene chiamato così.

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Comicità, risata, cabaret: un triangolo non scontato

Uno dei nodi centrali del webinar riguarda il rapporto tra comicità, risata e cabaret.

Siamo abituati a pensare che:

* il cabaret faccia ridere,
* la comicità coincida con la risata,
* chi non fa ridere non stia facendo cabaret.

Oreglio smonta questa equivalenza automatica. La comicità non coincide necessariamente con il riso. La risata non è l’unico esito possibile della comicità. E il cabaret non nasce come “genere per far ridere”.

Il cabaret, nelle sue origini parigine e nella sua evoluzione milanese, è piuttosto un luogo di sperimentazione linguistica, satirica e poetica, dove la dimensione critica è spesso più importante dell’effetto immediato sul pubblico.

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Varietà e cabaret: una distinzione necessaria

Un altro punto chiave è la distinzione tra varietà e cabaret, due forme spesso sovrapposte nella memoria collettiva.

Il varietà è costruito come successione di numeri autonomi, orientati all’intrattenimento e alla spettacolarità.
Il cabaret, invece, nasce come spazio culturale con una precisa intenzionalità intellettuale e sociale.

Confondere i due piani significa perdere di vista la specificità storica del cabaret, che non è semplicemente “uno spettacolo comico”, ma un contesto in cui parola, musica, poesia e satira convivono in tensione.

 

I “punti di svista”: errori interpretativi dal Dopoguerra a oggi

Il webinar affronta quelli che Oreglio definisce i “punti di svista”: interpretazioni errate che si sono consolidate nel secondo Dopoguerra e soprattutto negli anni successivi al ’68.

Tra queste:

* l’idea del cabaret come genere autonomo e autosufficiente,
* la riduzione del cabaret a pura comicità,
* l’identificazione del cabaret con un’estetica televisiva o commerciale.

Queste letture, ancora oggi radicate, hanno progressivamente semplificato un fenomeno che nasce invece come esperienza culturale complessa e spesso controcorrente.

Rileggere il cabaret significa quindi anche rileggere la storia culturale italiana ed europea del Novecento.

 

Il caffè: una rivoluzione silenziosa

Uno dei focus più originali dell’incontro riguarda il ruolo storico del caffè nella nascita del cabaret e del varietà.

Il caffè non è solo una bevanda: è un dispositivo sociale.
Nei caffè europei si incontrano artisti, intellettuali, scrittori, musicisti. Si discute, si polemizza, si costruiscono reti culturali. Il cabaret nasce dentro questo ecosistema.

Il consumo di caffè diventa così parte di una trasformazione più ampia: un cambiamento dei ritmi sociali, delle modalità di aggregazione, della circolazione delle idee. Il cabaret si sviluppa in questo spazio ibrido tra arte, politica e socialità urbana.

 

Perché rileggere oggi il cabaret?

In un’epoca in cui le etichette di genere si moltiplicano e la comicità assume forme sempre più ibride — dalla stand-up ai format digitali — tornare alle radici del cabaret significa interrogarsi su:

* cosa intendiamo davvero per comicità,
* quale funzione attribuiamo alla risata,
* quale spazio resta oggi per una forma artistica che nasce come critica e non come consolazione.

Il webinar con Flavio Oreglio non è solo una lezione di storia dello spettacolo. È un invito a guardare con maggiore precisione i linguaggi del presente.

Perché, come suggerisce il titolo del libro, il cabaret è stato, e forse può tornare a essere, un’arte ribelle.
 

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Flavio Oreglio è cabarettista, musicista, scrittore e umorista italiano. Laureato in Biologia, si dedica allo spettacolo dal 1985, unendo musica e parola in una cifra originale che lo porta alla notorietà con Zelig e le sue celebri poesie “catartiche”. Autore di numerosi album e libri, tra cui L’arte ribelle – Storia del cabaret da Parigi a Milano, affianca all’attività artistica un costante lavoro di ricerca e divulgazione sulla storia del cabaret e dell’umorismo.

Per prenotarti manda una mail a info@osservatoriofeldman.it scrivendo

"Si fa presto a dire cabaret".

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